Come coinvolgere gli altri nella produzione di contenuti # 187

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I contenuti sono la nostra moneta di scambio con i clienti, ma cosa succede quando dobbiamo coinvolgere colleghi e collaboratori? Che contenuti possiamo utilizzare con loro?

Se conosci questo problema è perché hai già provato a coinvolgere un socio, un collega o un collaboratore nella produzione di contenuti. Spesso però nonostante la buona volontà il messaggio non passa, ma fortunatamente la colpa è nostra e possiamo fare qualcosa per migliorare la situazione.

La realtà è questa.
Cercare a tutti i costi di “convertire” qualcuno genera sempre conseguenze negative.
Quando abbiamo a che fare con persone che possono esprimere in modo chiaro la loro opinione, ci ostacoleranno.
Quando invece la condizione non permette di imporre il proprio pensiero – come spesso accade in una gerarchia aziendale – allora “sopporteranno” ciò che abbiamo proposto, limitandosi a fare il minimo indispensabile.

Questo perché sentirsi obbligati a fare qualcosa in cui non si crede non potrà mai generare risultati positivi. E nemmeno contenuti.

D’altronde, creare contenuti richiede un coinvolgimento in prima persona, è un’attività a cui non ci si può dedicare con distacco. In un certo senso richiede quel trasporto tipico della fede: ecco perché definisco spesso il Content Marketing una religione.

La parola chiave è quindi coinvolgimento. È così che si ottengono i risultati.
Per coinvolgere una persona è necessario farla sentire unica e insostituibile, ed è proprio su questo che dobbiamo lavorare se vogliamo essere appoggiati e sostenuti.

Per portarvi sulla retta via – perché è chiaro che vi siete smarriti – ho deciso di mostrarvi in questa puntata, come comunicare in modo sano con colleghi e collaboratori per ottenere da loro il massimo coinvolgimento.

In questa puntata…

3.06” È necessario comunicare in modo sano con chi lavora con noi, ma qual è il fine?
Il fine è coinvolgere. Fare in modo che il progetto che abbiamo proposto venga vissuto in prima persona.

Ti racconto una storia che già conosci.
Si tratta della storia capitata ad ognuno di noi il giorno in cui abbiamo capito che creare contenuti era possibile, ed era anche cosa buona e giusta.
Così, iniziamo a cercare, a studiare e restiamo meravigliati da questo mondo.
Iniziamo anche a cimentarci nella creazione di contenuti e arrivano i primi risultati.
È a questo punto che decidiamo che anche i nostri collaboratori devono al più presto convertirsi a questa “religione”, ma qualcosa non funziona come avevamo previsto.

6.52” Regola numero uno: non imporre nulla.
Se queste persone non si sono ancora avvicinate al mondo del Content Marketing, un motivo c’è. Non è possibile convertirli con uno schiocco di dita, ma è necessario che arrivino gradualmente a comprendere ciò di cui parliamo.

Per questo, il verbo adatto non è convertire, ma coinvolgere.

10.17” Spesso si decide di collaborare per creare contenuti, perché da soli non si riesce.
Spesso però le persone che decidiamo di coinvolgere mancano del nostro stesso interesse nella creazione contenuti e a dirla tutta non ne hanno compreso il senso. Quindi dovremmo sempre tenere a mente che non basta la sola competenza professionale, ma bisogna vedere le cose nello stesso modo. Avere quindi un perché comune quando si parla di comunicazione.

12.32” Perchè convertendo non otteniamo risposte?
Perché stiamo chiedendo alle persone di cambiare.
E nessuno vuole cambiare.
Per questo motivo bisogna mettere le persone nella condizione di arrivarci da sole: è questa la nostra sfida.

13.30” Il primo approccio è far comprendere agli altri che possiedono una caratteristica unica, ed è per questa peculiarità che abbiamo bisogno proprio di loro.
Quando sentiamo di essere considerati unici, ci sentiamo desiderati e questo aumenta naturalmente il nostro interesse per ciò che ci viene proposto.

Bisogna cercare di coinvolgere il prossimo come persona.
A volte basta poco e a patto che siano espressione del nostro pensiero, frasi come
“ho bisogno di te”
“ho pensato a te”
sono il modo migliore per avvicinare qualcuno al nostro progetto e proporgli “ti andrebbe di farlo insieme?”

Questo serve ad accorciare le distanze tra te e la persona con cui vuoi collaborare e funziona perché vi siete posti sul piano umano.

18.22” Per fare Content Marketing bisogna far emergere il tratto umano delle persone, la loro personalità, altrimenti non troveranno risposta al vero motivo del loro coinvolgimento. E questo li farà sentire in trappola, costretti.
Invece devono sentirsi i prescelti, perché solo così saranno invogliati a dare il meglio.

19.24” In sintesi, i messaggi che devono passare sono:
sei importante per questo progetto
il tuo ruolo è insostituibile
non ti chiedo la perfezione tecnica, ma la tua unicità

22.28” Mostra una fotografia chiara di ciò che accadrà.
È necessario mostrare il punto d’arrivo della nostra attività e farlo in modo chiaro perché se vogliamo essere supportati in un progetto dobbiamo anche mostrare quello che sarà il risultato finale secondo i nostri calcoli.

24.00” Per far funzionare al meglio l’attività è necessario collaborare.
Bisogna stabilire dei canali di comunicazione e generare un confronto attivo, dando e ricevendo riscontri sul lavoro.
Questo aiuta e stimola le persone, portandole al miglioramento.
In pratica, non basta che ognuno faccia la propria parte nella produzione di contenuti, serve essere aggiornati sul lavoro degli altri dando il nostro parere e ricevere a nostra volta quello di chi lavora con noi.

27.20” Perché fallisce chi insiste in maniera ostinata nel voler imporre la propria idea? Solitamente chi vuole convertire a tutti i costi ha uno schema persuasivo fallimentare perché si basa su una logica perdente:
io ho scoperto
io ho capito
tu devi ascoltarmi

In questo modo però non si va da nessuna parte; nessuno viene coinvolto, al massimo qualcuno può essere obbligato se la gerarchia lo permette.

Perciò ricapitolando: affinché avvenga una comunicazione sana è necessario che la persona venga considerata per la sua unicità e personalità, non tanto per le competenze tecniche che possiede.
Quindi coinvolgere e non convertire.
Inoltre, non basta la semplice creazione di contenuti, per far funzionare le cose bisogna creare momenti di confronto.

 

Supervisione grafica di Cristiano Guerra per TheBrandDesigner.com


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Adoro le aziende che vogliono comunicare in prima persona. Con loro sono disposto a compiere un miglio extra per aiutarle a creare quei contenuti che i clienti vedono come soluzioni preziose.

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