Come gestire tempo e spazio per creare contenuti [AKA Fotti il tempo]

 

Vuoi farti un tatuaggio? Usa le parole che stai per leggere. 

Viviamo un tempo frammentato, facciamocene una ragione. 

Ecco perché è vitale rispondere alla domanda: come creare contenuti in poco tempo? Ci riesce chi sfrutta in modo intelligente tutti i micro momenti della giornata. Manciate di minuti preziosi che valgono più dell’oro. 

Ma è solo lavorandoli che possiamo diventare ricchi. Innanzitutto ricchi dentro, perché questo tipo di disciplina ci consente di migliorare il nostro comportamento e le nostre prestazioni. E poi ricchi col portafogli bello pieno, perché un contenuto di successo produce vendite.

È grazie ai contenuti che stringiamo relazioni e le persone sono affamate di relazioni. Hanno bisogno di sentirsi ascoltate. Di qualcuno che risolva per loro i problemi e che soddisfi i loro bisogni. 

Tutto questo puoi farlo partendo dai contenuti, senza attendere il “momento sacro” della vendita. L’acquisto sarà una conseguenza naturale. 

Oltre al tempo però servono gli ingredienti. Ne ho individuati dieci. 

  1. Il centro di tutto: l’idea

Sembra banale, ma non lo è. Sai quante volte ho sentito professionisti dire: «Belli i contenuti, ma di cosa parlo? Non ho idee». Problema serio, perché tutto ruota intorno a un’idea.

Per evitare di perdere intuizioni preziose dobbiamo conquistare l’abitudine di segnare le idee appena sbocciano. Non è solo un esercizio di memoria, è anche una buona pratica per esercitarci a fare collegamenti. Quando scriviamo la nostra mente lavora in modo diverso, va più in profondità. Morale della favola: in questo modo, oltre a non dimenticarci dell’idea centrale, magari ne saltano fuori altre.

  1. Campioni olimpionici del collegamento

Se vogliamo davvero essere utili ai nostri clienti, dobbiamo aiutarli a risolvere problemi. Ecco perché dobbiamo diventare dei campioni del collegamento tra problemi e soluzioni. Ma prima di arrivare a tanto, bisogna allenarsi e passare i turni di qualificazione alle Olimpiadi. Significa saper descrivere bene i problemi e le soluzioni. È solo così che chi legge può vedere in modo chiaro come possiamo aiutarlo. Ed è qui che comincia a instaurarsi la relazione di cui ti parlavo all’inizio.

Te le confesso: nessuno nasce col talento di sapere descrivere problemi e soluzioni, così come nessuno nasce medaglia d’oro senza allenamento. È solo questione di esercizio, di ripetizione e di sapersi ritagliare il tempo per farlo. 

  1. Datemi una promessa e solleverò il mondo

Se basta una leva a sollevare la Terra, basta una promessa credibile a far avvicinare il cliente. Perché la promessa credibile ha a che fare con la soluzione dei problemi, col toccare con mano, con l’avere fiducia. Anche le promesse vanno annotate subito, prima che sprofondino nei meandri delle buone intenzioni.

  1. Un attacco bruciante

Parlo di incipit, o attacco, come si dice in gergo. Un altro esercizio prezioso è quello di annotare le parole esatte con cui iniziare il contenuto. È un esercizio che si impara leggendo o ascoltando. Quando leggiamo un libro, un articolo di giornale o ascoltiamo un programma alla radio può capitare di essere colpiti da passaggi particolarmente efficaci. Non facciamoli scappare e pensiamo subito a come sfruttarli nei nostri contenuti. È un’attività che ruba tempo solo in apparenza, ma nella pratica ce ne fa risparmiare assai e ce ne renderemo conto al momento della stesura.

  1. Questione di titoli

Ma soprattutto di esercizio. Non so oggi, ma una volta, nelle redazioni importanti c’era il titolista. Cioè una persona che si occupava di scrivere i titoli delle notizie. Erano persone di talento, sì, ma che avevano anni di esperienza alle spalle, quindi professionisti che prima di arrivare a quel punto avevano messo in fila migliaia di parole. Questo per dire che scrivere titoli non è semplice, non lo fa chiunque e richiede molta pratica. La stessa che dobbiamo avere oggi.

E come la otteniamo: scrivendo, consumando parecchio inchiostro e annotando tutti i titoli che ci vengono in mente per poi scegliere il più efficace.

  1. Evita l’effetto Gioconda

Mi spiego: il dipinto di Leonardo viene fotografato ogni anno da milioni di persone. Dalla sua esposizione ad oggi, abbiamo miliardi di foto tutte uguali. Molte delle quali brutte, distanti e sfocate.
Con i contenuti accade qualcosa di simile: ci sono argomenti affrontati da tutti, e tutti lo fanno nello stesso modo. Noia mortale.
Se consideriamo i contenuti scritti da professionisti, sarebbe come se un commercialista evitasse di spiegare come compilare la dichiarazione dei redditi, solo perché lo hanno già fatto i suoi colleghi. Come ci si differenzia, quindi? Trovando il proprio punto di vista. 

Come fare? Ogni giorno bisogna prendere nota delle nostre idee e riflessioni. Bastano brevi blocchi di tempo, anche solo 5 o 6 minuti. Invece di scorrere il feed senza scopo, impariamo a pensare e scrivere.


Chi fa tiro a segno non fa centro perché una mattina si alza ispirato e bam, ecco il colpo perfetto. Il centro arriva grazie all’allenamento quotidiano. Lo stesso vale per le idee originali che caratterizzano i nostri contenuti. Se rifletti, annoti, crei collegamenti ogni giorno, e segui costantemente i punti di cui sto parlando, alla fine l’idea emergerà.

  1. Il dato è tratto

Usa i dati. Evita anche qui l’effetto Gioconda. Perché certi dati li usano tutti. Una volta che qualcuno li ha tirati fuori, tutti fanno copia e incolla, replicando lo stesso contenuto.
Per non cadere in questo schema, hai una sola possibilità: cerca i dati che ti servono da canali poco sfruttati, invece di seguire il copia e incolla degli altri. E una volta trovati i dati, fai i tuoi collegamenti e tira fuori le tue idee. 

Così risparmi tempo: quando deciderai di scrivere, registrare un video o un podcast, avrai già tutte le informazioni e i collegamenti pronti. 

  1. Eureka

Si dice che, quando Archimede scoprì il principio che porta il suo nome, uscì dalla vasca urlando “Eureka”. Tanto era entusiasta di comunicare la scoperta, che uscì nudo. Serve il coraggio di mettere a nudo il tuo pensiero. Bisogna spiegare come si è arrivati al ragionamento che ci ha fatto urlare “Eureka!”. È questa esposizione che ci rende credibili. 

È questo approccio che rende preziose le nostre promesse.

  1. Il cubo di Rubik 

Chi riesce a risolverlo senza esercizio, o ha fortuna o è un genio. Per tutti gli altri è solo fatica e frustrazione. All’inizio. Quando però si capisce la sua struttura logica, diventa facile risolverlo. Lo stesso vale per la procedura che ti sto spiegando. Ha una sua logica, così come deve averla il contenuto che vuoi pubblicare. Devi sapere, prima di scrivere, quale sarà l’ordine delle cose che vuoi comunicare.

  1. Come nel selvaggio West

L’era dei contenuti ha un elemento in comune con quella del selvaggio west: le pepite d’oro. Quelle dei contenuti sono le stranezze e le chicche; sono quell’elemento che fa esclamare a chi legge, ascolta o guarda: “Cosa c’entra questo?”. E subito dopo sei capace di spiazzare il tuo pubblico. Ma perché funzioni, tutto deve essere stato deciso in anticipo. Se, per esempio, hai deciso di inserire un bicchiere di vino in un video che parla di privacy, questa scelta deve essere stata ponderata prima, seguendo la struttura logica di cui ho parlato.

Non basta seguire questi dieci punti per completare l’opera. Bisogna metterli insieme, e per farlo serve un luogo sempre accessibile. Questo luogo non deve per forza essere una stanza, ma uno spazio che ti permetta di prendere appunti, registrare vocali e fare ricerche. Il mio luogo è lo smartphone, ma il tuo potrebbe essere un quaderno o qualsiasi altro supporto che ti consenta di mantenere insieme, ogni singolo giorno, questi punti.

Alessio Beltrami

Adoro le aziende che vogliono comunicare in prima persona. Con loro sono disposto a compiere un miglio extra per aiutarle a creare quei contenuti che i clienti vedono come soluzioni preziose.