Come creare contenuti in 5 minuti #189

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ATTENZIONE: qui puoi acquistare questa puntata in formato integrale assieme alle altre 99 puntate storiche di Content Marketing Italia Show.

 

Creare un contenuto efficace richiede impegno, perseveranza e curiosità.
Niente si ottiene senza fatica.

Questa è la base di partenza a cui si aggiungono quegli elementi chiave responsabili del successo di ogni contenuto.
Sono sei gli elementi su cui lavoreremo e alla fine il tuo compito sarà quello di creare un equilibrio perfetto tra di loro. Come vedrai, più che regole di scrittura efficace, ciò che dovrai affinare sarà la tua capacità di creare collegamenti diretti tra mondi che a prima vista potrebbero sembrare lontani.

Schematizzando ciò che spiego in puntata, avrai in mano la formula per creare un contenuto in 5 minuti. Funziona, ma ovviamente prima c’è del lavoro da fare.

In questa puntata…

3.24” Parliamo di contenuti.
Ho sintetizzato in una “formula” lo schema per creare contenuti efficaci in 5 minuti.
Andremo ad analizzare sei elementi indispensabili per il successo di un contenuto. La formula su cui ragiono funziona con i micro contenuti – brevi post sui social – ma anche con lunghi articoli come quelli di un blog. Insomma si tratta di principi universali nel Content Marketing.

5.42” Gli elementi chiave di un contenuto che funziona sono:
– i dati
– le idee
– le storie
– i cambiamenti
– i ruoli
– gli elementi umani

I primi 3 dovremmo conservarli metaforicamente all’interno di una “cassaforte” e creare una vera e propria scorta.

Primo elemento: i dati.
Devono essere significativi. Con la parola “dati” si intende tutto ciò che è misurabile – date, valori, un peso, un record, una statistica – e il modo migliore per gestirli è archiviarli. È una scelta obbligata visto che come esseri umani possediamo una memoria limitata e difettosa.

Esistono diversi tipi di dati:
– i dati storici, sono immortali e validi in eterno, per questo sono garanzia di successo.
– dati che rappresentano una novità; lo step successivo alla novità è l’anteprima, cioè quei dati che puoi fornire prima degli altri. Pro e contro: da una parte hanno un forte valore attrattivo, dall’altra hanno un’altissima deperibilità. Questo nel Content Marketing significa produrre nuovi contenuti a ciclo continuo.
Ecco perché ti consiglio di escludere questa tipologia di dati.
– dati segreti, che non sono conosciuti, non perché nuovi, ma perchè fino a quel momento non erano stati resi disponibili.

Tutti questi dati vanno accumulati nel tempo e per farlo servono curiosità e impegno.

10.28” Secondo elemento: le idee.
Hanno un ruolo opposto a quello dei dati.
Se i dati sono materia, le idee sono energia.
Le idee vanno sempre bilanciate con i dati e devono essere significative.

Esistono diverse tipologie di idee che vanno messe in archivio:
– idee note
– idee controverse, che creano spaccature
– idee sconosciute
– idee proprietarie, quelle che appartengono a te

13.17” Terzo elemento: le storie.
Ogni contenuto che funzioni ha delle idee, dei dati e delle storie.
In ogni storia troviamo un inizio, un’evoluzione, un punto di cambiamento e una risoluzione e questo è lo scheletro di un contenuto pensato per fare marketing.

Ci sono diversi tipi di storie:
– storie proprietarie (la nostra storia)
– storie di pubblico dominio
– storie reali ma sconosciute
– storie verosimili

Lo scopo della storia non è divulgativo, ma pretestuoso. Una storia è il punto di appoggio su cui fare leva e comunicare ciò che vogliamo con i nostri contenuti.

18.20” Questi 3 elementi sono il tuo trampolino. Per tuffarti però hai bisogno di altri 3 ingredienti preziosi che definiscono la natura di un contenuto: cambiamento, ruoli ed elementi umani.

19.10” I cambiamenti.
Un contenuto per essere efficace deve parlare di un prima e di un dopo: il cambiamento è necessario.
A volte può essere doloroso, veloce, irreversibile o rivoluzionario, queste sono le caratteristiche che deve avere un cambiamento per essere chiamato tale.
Può riguardare il passato, il presente e il futuro.
Insomma, non importa come e non importa quando, ma qualcosa deve cambiare.

21.15” Ruoli. Nel contenuto devono crearsi dei ruoli – noi, voi, loro, tutti, nessuno – , con queste spaccature solitamente i contenuti funzionano perché permettono di identificarsi o di incanalare stima, disprezzo e altre forme di trasporto nei confronti dei protagonisti del contenuto. Senza ruoli (e senza spaccature) cala l’interesse del lettore.

23.00” Elementi umani, sono i nomi, i caratteri, i volti, tutto ciò che permette all’utente di riconoscersi nei personaggi di quella storia.
Significa caratterizzare a livello umano il contenuto, ed esporti su queste tematiche significa prendere una posizione.
Il contenuto non funziona se gli elementi umani non vengono esasperati.

26.50” Dopo aver individuato i sei elementi dobbiamo unire i puntini. È questo il lavoro più delicato: trovare punti di collegamento che trasformino un evento storico anonimo in un elemento di forte interesse. O ancora, un dato scientifico estraneo al tuo settore in un parametro decisivo per la scelta d’acquisto e così potremmo continuare a lungo perché creare punti di collegamento tra mondi lontani è un’attività potenzialmente infinita anche se con gli ingredienti giusti si può fare in meno di 5 minuti.

Solo dopo arriva il nostro messaggio perché a questo punto – quando l’attenzione e l’interesse sono vivi – possiamo affrontare qualsiasi tematica.
La nostra scelta sarà specifica su ciò che vogliamo ottenere: potrebbe essere una reazione forte, un commento o una condivisione, oppure del nutrimento – portando le persone ad appassionarsi al contenuto e alla storia.
Anche portare le persone a visitare i nostri contenuti sul sito – Drive To Content – è un possibile obiettivo, spesso applicato con i micro contenuti sui social che hanno lo scopo di portare l’utente a cliccare sul link dopo la lettura di poche righe.

Bastano 5 minuti di orologio, davvero.
Devi però creare un processo, nutrirlo e portarlo a regime. Parti dagli ingredienti preziosi in cassaforte, allenati a creare collegamenti logici e ripeti l’operazione ottimizzando sforzi e tempi.

 

Supervisione grafica di Cristiano Guerra per TheBrandDesigner.com


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Adoro le aziende che vogliono comunicare in prima persona. Con loro sono disposto a compiere un miglio extra per aiutarle a creare quei contenuti che i clienti vedono come soluzioni preziose.

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