Quanto valgono i contenuti che ti circondano

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La qualità dei contenuti che creiamo è direttamente proporzionale agli stimoli che riceviamo dall’ambiente esterno.
Questi stimoli – a loro volta – prendono forma grazie ad altri contenuti.
In pratica, i contenuti che ci circondano determinano la qualità dei contenuti che realizziamo.

Nel quotidiano i contenuti sono ovunque

Siamo circondati da contenuti di vario genere, ma oggi – nella maggior parte dei casi – entriamo in contatto con contenuti narrativi.

Le serie TV sono la forma di narrazione più comune che entra nella nostra vita. Queste storie hanno lo scopo di portarci con loro, di tenerci attaccati per ore allo schermo e di spingerci a volerne sapere di più.

Anche se le storie ci coinvolgono e – a distanza di tempo – ci ricordiamo di cosa parlano, le narrazioni influiscono poco sulla nostra capacità di produrre contenuti perché non attivano la cosa più importante: il nostro ragionamento.

Succede perché di fronte a un contenuto narrativo – nonostante il coinvolgimento e l’empatia con alcuni personaggi – non entriamo nel vivo del ragionamento, perché quello è di rado il ruolo di una storia.
Potremmo dire che una storia è una proiezione mentale che nasce e si esaurisce in quel momento.

I contenuti che attivano il ragionamento

Esistono però altri tipi di contenuto capaci di attivare il nostro ragionamento:
– una persona che ragiona tra sé e sé
– due o più persone che si confrontano

La prima tipologia comprende ad esempio la saggistica: opere letterarie in cui una grande mente porta avanti un ragionamento, lo articola, lo smonta e lo rimonta.
Queste opere – se strutturate in modo corretto – attivano in noi la capacità di prendere parte a quel ragionamento e di generarne uno nostro che è il prodotto degli stimoli raccolti.
Non ha quindi lo scopo di coinvolgere il lettore nella storia, ma di portarlo a ragionare e trovare le sue argomentazioni.

La seconda tipologia comprende tutte le situazioni in cui due o più persone si confrontano, come accade in dibattiti e conferenze.
Purtroppo oggi sono occasioni rare perché i dibattiti a cui assistiamo – ad esempio in televisione – sono spesso viziati e non rappresentano un vero confronto tra pensieri ma uno show studiato per intrattenere.

Le persone devono passare all’azione

Perché vedere due persone che ragionano aiuta?
Se facciamo dei contenuti per il nostro marketing senza portare i clienti a ragionare, avremo solo spettatori passivi, che reagiscono agli stimoli più bassi senza interiorizzare ciò che ascoltano.
Questo non porta le persone ad agire, e ad ogni business sano servono clienti consapevoli delle loro azioni.

Per portare l’utente ad agire, bisogna farlo ragionare. E per portare le persone a ragionare – noi per primi – dobbiamo produrre contenuti ragionati.

In sintesi, siamo noi a scegliere quali contenuti far entrare nella nostra vita e questa scelta influenzerà direttamente la nostra capacità di fare Content Marketing.

I dibattiti non sono importanti per la materia trattata, ma per l’esercizio che ci aiutano a fare mettendoci di fronte a un pensiero che cambia forma e prospettiva nel giro di pochi istanti.
Questo è l’obiettivo a cui dobbiamo arrivare, perché con i nostri contenuti non portiamo nessuna informazione che non sia già raggiungibile dall’utente. Il vero obiettivo è farlo ragionare.

 

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